Come sviluppare e favorire la digitalizzazione del comparto sanitario in termini di processi? La cosa più importante è farla semplice, ovvero attivare una forte azione di semplificazione, anche normativa, di tutte quelle che sono le relazioni paziente-medico-istituzioni.

I pilastri su cui questa azione può poggiare sono: la centralità dei medici, specie quelli di base, come interlocutori quotidiani delle famiglie per tutte le esigenze sanitarie; massima attenzione alle necessità dei cosiddetti caregivers, ovvero tutti coloro che si prendono cura di un malato; disintermediazione e semplificazione con le strutture sanitarie pubbliche e, infine, attivazione di buone pratiche per lo sviluppo della medicina digitale, che inizia con la televisita e il telemonitoraggio del paziente e arriva fino alle vere e proprie terapie digitali.

La sfida della trasformazione digitale

Partiamo da un presupposto: digitalizzare, in senso comune, significa velocizzare le pratiche e accorciare i tempi di attesa e risposta. Il ‘mezzo digitale’, infatti, è uno strumento di connessione disintermediato e di massa e, come tale, si rivolge alla totalità dei cittadini, a prescindere dal livello di scolarizzazione o di competenze tecniche.

Affinché la digitalizzazione, specie di un comparto orizzontale come quello sanitario, sia veramente democratica, deve avvenire all’insegna della semplicità e della facilità d’uso, oltre che della velocità. Pochi passaggi, strumenti alla portata di tutti e una user experience su misura di cittadino devono essere i principi guida di ogni operazione di digitalizzazione, altrimenti sarà uno sforzo inutile: le persone continueranno a preferire i ‘vecchi mezzi’, sicuramente meno efficaci ma per lo meno conosciuti e familiari.

Digitalizzare vuol dire anche diminuire il numero di passaggi e, soprattutto, di incombenze legate a ogni attività, dalla prenotazione di una visita o di un esame. Tradotto: digitalizzare non significa ‘dematerializzare la burocrazia’ semplicemente trasferendola dall’ambiente fisico a quello informatico, bensì ridurre tutto a pochi e semplici click.

Per riuscire ad attivare questa trasformazione è necessario che ci sia uno sforzo corale che veda impegnati i player di settore insieme al legislatore, coinvolgendo anche medici, associazioni di pazienti e di cittadini e si riscrivano insieme le regole della gestione sanitaria.

L’impegno di Paginemediche per medici e pazienti

È in questo ambito che Paginemediche vuole fare la differenza, da una parte soddisfacendo i bisogni di medici e pazienti e dall’altra affiancando le istituzioni nella ricerca delle soluzioni più idonee per aiutare cittadini e operatori sanitari a incontrarsi e a collaborare.

Lo abbiamo fatto quando abbiamo introdotto, primi in Italia, il chatbot per il triage anti COVID19, nella scorsa primavera, o quando abbiamo attivato insieme alla ULSS 3 Serenissima oltre 1000 televisite in un mese.

Ma sono solo esempi, questi: quello che conta veramente è quello che potremo fare nei prossimi mesi, ovvero metterci al fianco dei medici di medicina generale e aiutarli nel presidio del territorio o nella gestione dei loro pazienti. È una sfida complessa, e per vincerla non c’è che un modo: farla semplice!

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