La digitalizzazione della sanità significa considerevoli risparmi per le tasche dei cittadini e le casse dello Stato. Questa tutto sommato semplice considerazione è dovuta alla prevenzione, uno dei vantaggi che un elevato grado di connessione tra medico e paziente consente.

Molte malattie, infatti, sono legate alla mancanza di prevenzione o a una diagnosi tardiva. È questo che poi comporta, in parecchi casi, il dover ricorrere a terapie invasive, costose e non sempre dall’esito certo. Al netto delle patologie più gravi, infatti, sono tantissime le ‘malattie non gravi’ che potrebbero essere evitate da una corretta prevenzione.

Assorbiti dalla vita di tutti i giorni, però, trascuriamo alcune semplici ‘regole’ salutari, o semplicemente non ci sottoponiamo a quei ‘controlli di routine’ che spesso viviamo come una seccatura ma che, alla fine, sono la miglior difesa possibile contro le malattie.

Una sanità ad elevato livello di digitalizzazione permette di inserire questi controlli nella ‘routine quotidiana’ (sì, proprio nel Calendar dello smartphone, con tanto di notifiche cui siamo abituati) con un processo più o meno automatico. E questo permetterebbe alle persone una sorta di ‘assuefazione’ alla prevenzione.

Dalla cura alla prevenzione: il cambio di paradigma

Certo, quello che abbiamo descritto è uno scenario molto semplice, che non tiene conto di molti distinguo e dei casi personali, ma in linea di principio, se tutto funzionasse in questo modo, saremmo tutti più sani. E vivremmo in uno stato più ricco, considerando che – secondo uno studio pubblicato da The European House Ambrosettiogni Euro investito in prevenzione comporta un risparmio di 2,9 Euro. Attenzione, l’investimento è pienamente sostenibile, in quanto non si tratterebbe di nuove risorse da allocare, ma di uno spostamento delle risorse attualmente impiegate in altro ambito, appunto quello della cura.

Semplice? Non come sembra. Molto dell’attuale sistema sanitario, specie quello dove si annidano gli sprechi, è stato concepito ben prima dello sviluppo tecnologico in ambito diagnostico. Ovvero, venti o trenta anni fa non eravamo in grado di prevedere o diagnosticare parecchie patologie che adesso risultano evidenti ben prima della fase acuta. Logico quindi che tutto il sistema sanitario sia stato concepito con al centro l’atto terapeutico, non quello preventivo. I tempi però sono cambiati e il progresso tecnologico ci consente un cambio di paradigma: non vivremo meglio e di più curando le malattie, ma vivremo meglio e di più evitando di ammalarci.

Ecco perché nasce Paginemediche: da un lato per semplificare l’intero sistema sanitario, dall’altro per aiutare le persone a prevenire molte patologie, a diagnosticare quelle inevitabili in tempo e a facilitare il rapporto con medici e strutture sanitarie che – vivendo in un ecosistema integrato – possono intervenire per sostenere questo spostamento del focus.

Il tutto con un risparmio economico considerevole sia per il singolo cittadino che per il medico, oltre ovviamente al sistema sanitario nazionale. Siamo certi che ognuno di noi ha installato un’app sul proprio telefono per ottenere molto meno.

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