Che cosa significa telemedicina? Che cosa vuol dire “digitalizzare la sanità”? A che punto siamo in questo percorso che fino all’anno scorso era poco più di un’idea ora è la priorità del genere umano?

Il 2021 di Paginemediche comincia da queste e dalle altre mille domande che ci facciamo tutti i giorni e dalle risposte che sapremo dare. Per questo sarà un anno importante nello sviluppo del nostro progetto, un anno che iniziamo con molte aspettative e una speranza: la sconfitta definitiva del COVID19, un passaggio fondamentale per l’intera umanità. Vincere questa battaglia, infatti, non significa solo sconfiggere una malattia, ma l’aver trovato dei valori, dei processi e dei sistemi di reazione comuni a tutti. 

Il 2020 è stato l’anno delle consapevolezze. La prima, la più importante, è anche la più semplice: il mondo sanitario deve cambiare. Deve essere ammodernato e intriso di quelle tecnologie che sono ormai la quotidianità di chiunque. Prenotare una visita medica, avere una ricetta, fissare un appuntamento con uno specialista non può essere più complicato di prenotare un tavolo al ristorante o comprare un biglietto aereo. Ma non può essere solo quello. Per questo motivo abbiamo inserito Visitami nel progetto complessivo di Paginemediche: creare una piattaforma di prenotazione visite non significa digitalizzare la sanità. Significa semmai restare al passo coi tempi, semplificare procedure, generare contatti, portare medico e paziente su un piano comune. Ma telemedicina è di sicuro qualcos’altro.

La seconda più che una consapevolezza è stata una constatazione: nella lotta per la conquista della salute, ognuno deve fare la sua parte e più la situazione diventa difficile più è necessario impegnarci. Così è nato il nostro Chatbot anti-Covid19. Lo abbiamo lanciato ancora prima che l’OMS decretasse lo stato di pandemia globale e così siamo riusciti ad aiutare oltre trecentomila donne e uomini a effettuare il triage Covid-19 e, sulla base dei sintomi dichiarati, ricevere una risposta chiara su come comportarsi, con un’indicazione precisa del percorso da seguire in caso di positività al Covid-19 o di contatto diretto con caso positivo.

Non solo: tramite l’interazione con il chatbot, il paziente può accedere a seconda dei casi alla prenotazione di un tampone, al servizio di videovisita e attivare il telemonitoraggio domiciliare. Questo è qualcosa che già si avvicina molto al concetto di telemedicina, ma non basta ancora. Possiamo, dobbiamo fare di più.

La terza consapevolezza è stata di carattere più sociale e civile: così come nessuno si salva da solo, allo stesso modo nessuno si digitalizza da solo. Non basta avere un manipolo di specialisti che effettuano videovisite o che fanno telemonitoraggio delle terapie se poi il ‘sistema’ si blocca perché da qualche parte c’è ancora bisogno di ‘mandare un fax’, mettere un timbro, andare ‘allo sportello’. Non serve a nulla distribuire dispositivi wearable di telecontrollo terapeutico o di monitoraggio dei parametri vitali e poi da qualche parte c’è un collo di bottiglia che impedisce di usare questi dati per migliorare la salute collettiva. Digitalizzare deve essere una scelta collettiva e non può prescindere da un patto di scopo tra tutti gli attori del mondo sanitario, compreso il sistema pubblico. Per questo siamo fieri di aver aiutato la Asl Serenissima di Venezia e di aver iniziato un dialogo con molte altre Aziende sanitarie pubbliche per portare i benefici della telemedicina a un numero sempre maggiore di persone. 

Quest’anno vogliamo mettere tutti questi elementi insieme e trasformare di nuovo Paginemediche. Vogliamo che questo progetto diventi un bene collettivo, un valore aggiunto per la vita delle persone, un modello di lavoro da esportare. È un obiettivo molto ambizioso e difficilissimo da realizzare, specie in un anno come il 2021, ma anche quello di mettere un personal computer in tutte le case del mondo lo era, all’inizio degli anni ’80. Ora più o meno tutti hanno uno smartphone e chi ancora non ce l’ha l’avrà presto. Ciò significa che SI PUÒ FARE.

Ecco quindi il nostro “buon anno”: che il 2021 sia un anno di risposte e che a dicembre si possa scrivere un nuovo articolo. Abbiamo già pronto l’attacco: “la telemedicina è…”. O “digitalizzare la sanità significa…”, se vi piace di più!

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